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LA TUA FESTA
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PARCHEGGIO CONVENZIONATO
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MOSTRA di CLAUDIA MESTO
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ESPRESSIONI DELL'ANIMA
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BARI VISUAL STATION
Mostra personale di Maria de Marzo
Dal 3 al 17 giugno nello spazio espositivo dell'ANCHECINEMA

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ALLA RICERCA DI UN SENSO
ALLA RICERCA DI UN SENSO
ALLA RICERCA DI UN SENSO

ALLA RICERCA DI UN SENSO

proiezione del film ALLA RICERCA DI UN SENSO

mercoledì 31 maggio ore 21
ANCHECINEMA

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MY ITALY
MY ITALY
MY ITALY

MY ITALY

Proiezione del film MY ITALY

19-20-21 maggio / ore 21

ANCHECINEMA
Biglietti disponibili al botteghino e nella sezione BIGLIETTERIA di questo sito

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PIIGS
PIIGS
PIIGS

PIIGS

domenica 21 maggio ore 19

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MEXICO!
MEXICO!
MEXICO!

MEXICO!

Proiezione del documentario MEXICO! Un cinema alla riscossa

20 maggio ore 19
ANCHECINEMA

Biglietti disponibili al botteghino e nella sezione BIGLIETTERIA di questo sito

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Martedì, 16 Maggio 2017 20:39

MY ITALY

Proiezione del film "MY ITALY" di Bruno Colella

venerdì 19 maggio / ore 21
sabato 20 maggio / ore 21
domenica 21 maggio / ore 21

ANCHECINEMA Bari
Parcheggio convenzionato in Corso italia 45 (altezza via Manzoni)

Biglietti al botteghino dell'AncheCinema e a breve su questo sito nella sezione BIGLIETTERIA

INFO sms/whatsapp 329 611 22 91

Un produttore italiano gira l'Europa insieme al suo segretario in cerca di fondi per finanziare il suo nuovo film, "un progetto così particolare che pochi lo capiscono, soprattutto le banche" e che vede protagonisti quattro artisti contemporanei stranieri di stanza a Roma: lo scultore polacco Krzysztof Bednarski, il video-artista danese Thorsten Kirchoff, il pittore americano Mark Kostabi e il performance artist malese H.H. Lim.

Mentre il produttore fa la sua questua, ai quattro artisti succedono strane avventure: una vedova di camorra chiede a Bednarski di replicare per il marito il monumento funerario che lo scultore ha dedicato a Krzysztof Kieslowski a Varsavia; un idraulico comunica a Kirchoff che la sua installazione alla Certosa di Padula, che raffigura un bagno, perde acqua e va spostata per riparazioni; Kostabi va in giro porta a porta a vendere i suoi quadri che scambia anche con pasti gratis presso i migliori ristoranti di Roma; Lim si innamora di una turista italiana vista a un tavolino del Caffè Greco e decide di seguirla.

My Italy è un film-nel-film, una sorta di folle divertissment dedicato all'aspetto surreale dell'arte moderna e a coloro che decidono di dedicare all'arte la propria vita: non solo scultori e pittori, ma anche cantanti, attori, e soprattutto cineasti. Bruno Colella, regista, sceneggiatore e interprete (nei panni del produttore) di questa commedia fuori formato (e spesso fuori di testa) crea una commedia sui paradossi dell'arte moderna senza mettere in ridicolo gli artisti o i loro seguaci, come hanno fatto Woody Allen o film come l'argentino L'artista.

Colella ha attinto alle sue numerose amicizie e collaborazioni nel mondo del teatro e del cinema affidando a ognuno un piccolo ruolo che porta avanti un frammento della narrazione: attori come Piera Degli Esposti, Alessandro Haber, Lina Sastri, Rocco Papaleo, Luisa Ranieri, Serena Grandi (in un cammeo eminentemente metacinematografico), Sebastiano Somma (strepitoso nella sua inaspettata apparizione kitch) e gli inarrivabili Nino Frassica e Remo Remotti, ma anche molti musicisti della scena napoletana- Eugenio ed Edoardo Bennato, Tony Esposito, Petra Montecorvino, Enzo Gragnaniello, Nicola Vorelli - e qualche "nome" di importazione: uno per tutti, l'attore-regista polacco Jerzy Stuhr.

A collegare le vicende dei quattro artisti protagonisti, e a contestualizzarli nella scena dell'arte contemporanea, è il critico d'arte Achille Bonito Oliva, che qui si rivela anche ottimo interprete comico. My Italy è davvero uno strano pesce: uno spettacolo di arte varia, un diario di viaggio attraverso l'Europa e l'Italia, un omaggio al mondo lunare degli artisti e ad alcune città - su tutte la Roma attraversata dal fantasma di Fellini (e del suo Roma) e una Napoli che respira musica e si nasconde negli anfratti più segreti. Non c'è una trama lineare, né una coerenza stilistica (anche se la fotografia di Blasco Giurato fa del suo meglio per unire i puntini) e My Italy resta caotico e sbullonato, una commedia sui generis che tracima vitalità e che a tratti fa ridere di gusto.

Nel suo modo scomposto e sgarrupato rende giustizia a un mondo, quello degli artisti, e a un Paese, il nostro, senza capo né coda, che sopravvivono ogni giorno rivelandosi occasionalmente capaci di gesti altissimi e profonda umanità. E i quattro artisti protagonisti, interpretando se stessi, si prestano al gioco con divertita autoironia.

Pubblicato in CINEMA
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